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Oggi vi presento una figura di riferimento nel campo delle live performance in tempo reale, Andrew Quinn. Prima di tutto Andrew è un caro amico e con lui condividiamo spesso pensieri relativi alle potenzialità delle nuove tecnologie applicate all’arte, proprio per questo abbiamo deciso di proporre un workshop improntato sul suo strumento principale Touch Designer. Andrew lo conosciamo per avere un passato come CG Artist nel mondo del cinema, molteplici sono i successi di pellicole come Matrix, Nirvana, Tomb Rider etc.. Devo dire che l’eleganza dei lavori di Andrew lo ha portato ad essere un meticoloso ‘scenografo visuale’. Si è specializzato nel progettare e visualizzare ambienti immersivi e la sua particolarità è che riesce ad immedesimarsi nello spettacolo e a trasportare lo spettatore dentro la sua visione.

1. Ciao Andrew, ti conosciamo per aver realizzato gli effetti speciali per film famosi tra i quali Matrix, Tomb Rider, Nirvana e tantissimi altri. Ci racconti la tua esperienza nel mondo dei VisualFX ? 

Ho iniziato il mio lavoro di visualFX per cinema nel 1996, lavorando su “Nirvana” di Gabriele Salvatores, utilizzando Houdini di sidefx a Toronto. Dopo Nirvana, sono andato a Sydney, lavorando su “Dark City” di Alex Proyas, poi nel 1999, Matrix dei fratelli Wachowski, realizzando le ultime scene del film, la morte di Agent Smith. Negli anni seguenti, ho lavorato su “Tomb Raider” a Londra, “Vajont” di Renzo Martinelli a Milano, poi di nuovo in Australia su “Ghost Ship”. Nel 2007 quando lavoravo su “Inkheart” a Londra, avevo già iniziato a sperimentare contenuti interattivi per lo spettacolo, e per eventi, utlilizzando TouchDesigner .

2. Perché hai scelto di dedicare la tua ricerca a TouchDesigner? Quali sono le sue potenzialità, i vantaggi rispetto ai suoi simili e i limiti reali? 

Nel 2005 mi e’ stato proposto di fare visuals per uno spettacolo di ballo a Milano. Stavo sperimentando con TouchDesigner, un nuovo programma basato su houdini, capace di fare 3d, compositing, analisi di suono e di collegarsi con il mondo esterno via MIDI. E’ stato lo strumento perfetto per realizzare un progetto interattivo e l’esperienza per me e’ stata molto stimolante.  Prima di fare computer grafica, lavoravo come musicista e compositore, e facendo ‘visual performance’, mi sono reso conto che ero arrivato ad un incrocio fra i miei due mestieri  e riuscire ad unire l’adrenalina della performance con la sfida della tecnologia mi ha regalato molte soddisfazioni.

3. Cosa pensi del projection mapping oggi e come te lo immagini in futuro? 

Vedo il Projection Mapping come una integrazione dell’architettura, intendendo non la proiezione stessa ma il contenuto che si integra come un nuovo materiale che può contenere immagini in movimento. L’accento è sul contenuto e sul design e l’immagine che si incorpora con l’architettura lo considero come un ritorno all’ idea di decorazione architetturale del rinascimento.

4. Tieni svariati workshop in giro per il mondo, come approcciano i giovani a queste nuove discipline interattive. Hanno gli strumenti per comprenderne le potenzialità e soprattuto sono in grado di saperle gestire al meglio? 

Dalla mia esperienza, sono circa il 20% degli studenti che hanno la pazienza e la formazione giusta per andare avanti in questo settore. Ci vuole una base di logica, una persona che non ha paura della matematica, una sensibilita’ artistica, e secondo me, una conoscenza della musica.

5. Qual’è il progetto o la collaborazione che più ti ha entusiasmato? 

Il progetto che mi ha dato piu’ soddisfazione e’ stato la realizzazione di “Il Castello di Barbablu” di Bartok per il Hungarian State Opera. Adoro quella musica e ho avuto la fortuna di lavorare con un regista eccezionale, Caterina Vianello, e uno dei migliori direttori delle luci in Italia in questo momento, Alessandro Chiodo.

6. Progetti futuri

Alla fine di febbraio, insegno TouchDesigner al Instituto Quasar a Roma, un corso da 6 giorni intensivo. Poi, sto facendo un videoclip per musica di Bill MacDonald, un musicista Australiano. Il clip sara’ mixato e registrato in tempo reale. In Aprile faccio visuals per un concerto di musica contemporanea di Alex Nadzharov a Mosca,  10 e 11 sarò a Lecce al concerto “Children’s Corner” Debussy “Pictures at an Exhibition” Mussorgsky con l’orchestra Tito Schippa e poi in agosto faccio visuals per una performance a Canberra di “Orfeo” di Monteverdi.

7. Cosa suggerisci ad un giovane affascinato nel tuo settore e perché consiglieresti di partecipare a questo workshop ?

Quello che vorrei suggerire ai giovani artisti è di non lasciarsi intimidire dalla tecnologia e di sviluppare continue relazioni per lavorare in team. E’ difficile trovare persone che abbiano un alto profilo come programmatori e allo stesso stesso tempo siano creativi affermati capaci di vedere la realtà in modo differente, quindi la mia idea è che il modo migliore per lavorare nasca dalle collaborazioni. E consiglio ai giovani di partecipare a questi workshop principalmente per avere una visione generale delle cose possibili per poi decidere in quale area precisa specializzarsi.