Nothing happens to chance
Knowledge speaks, but wisdom listens
Space is the breath of art

About my life and vision from 1978 

[ WORK IN PROGRESS ]

I tell you a simple/long story about passion and not only work

Sono nato nel 1978 e appartengo a quella generazione che ha avuto la fortuna di vivere a cavallo tra il quasi ‘nulla’ e l‘attuale ‘abuso’ tecnologico. Una grande ricchezza culturale che solo chi l’ha vissuta può comprendere. Per capirsi ho vissuto l’epoca delle cabine telefoniche a gettone, dei giradischi e le cassette a nastro, il GameBoy, l’Atari e gli Arcade Coin-up, il CIAO, il Commodore, etc.. fino ad arrivare allo smartphone ed internet a banda larga dei giorni nostri. Gradualmente ho vissuto questo passaggio con stupore e passione verso le nuove tecnologie e le arti digitali. All’età di 10 anni ho iniziato a programmare, oltre al BASIC, uno strano linguaggio chiamato CP/M per Zilog Z80 sul COMMODORE 128; con il C128 generavo le prime forme bidimensionali in movimento. Nel frattempo giocavo a TURRICAN II su Amiga e C64. Contestualmente la passione per lo scoprire come funzionano le cose mi ha portato a smontare(distruggere) tutti gli elettrodomestici di casa per comprendere di cosa erano fatti. La maggior parte delle volte, per la felicità di mia madre, gli oggetti non venivano mai rimontati.

gaming

Console anni ’90 Retro Gaming

La passione per l’elettronica nasce spontaneamente quando mio cugino Raffaele, pazzo smanettone che oggi sarebbe denominato maker, mi fece prendere (non volontariamente) la corrente alternata 220V perché voleva spiegarmi la Legge di Faraday e ci riuscì! Inevitabilmente mi iscrissi ad Elettronica e Telecomunicazioni dove per 5 anni insieme all’amico Alessio Padovani ho condiviso gli ‘smanettamenti’ elettronici ed informatici più entusiasmanti del  mio tempo. Il mio primo home-computer è stato un COMMODORE 16 che lavorava a 0,89/1,78 MHz. La mia prima connessione ad internet fu fatta con un C64 e il modem 1660 a 300 Baud. Per la felicità di tutti, ai tempi ricordo una bolletta da un milione di vecchie Lire dovuta alle ore interminabili di connessione. Con Alessio si pensava a come poter ‘produrre’ in modo creativo usando la tecnologia consapevolmente (lavoravamo con PC x386 e si programmava in Assembly). Nel 1993 il mio primo esperimento di physical computing lavorando con la porta seriale di un x486. Progettavamo e stampavamo le basette elettroniche PCB con un ‘vecchio’ software chiamato OrCad. Ora per tutto questo c’è Arduino.

virtualboy

Ho suonato la chitarra elettrica ( Fender Stratocaster e Gibson Les Paul ) per diversi anni, in vari gruppi locali di Verona sperimentando le armonie meno gradevoli per l’udito medio. Per questo non suonavamo mai nei locali e ci si ritrovava a fare grandi suite tra amici di Pink Floyd, King Crimson, Frank Zappa, Gentle Giant, Radiohead… Per un momento, non avendo i soldi per comprarmi gli effetti della chitarra, mi sono auto-costruito alcuni effetti e pedali mettendo in pratica le mie nozioni di elettronica dell’epoca ( di fatto questi effetti erano dei grandi noise e rumori abbastanza rozzi – oggi questo potrebbe rientrare timidamente nella circuit bending art ). Considerate che al tempo non era facile trovare informazioni e materiale adeguato. Fortunatamente sotto casa mia esisteva un rivenditore di componenti elettronici RS ELETTRONICA , il quale mi aiutava a risolvere molti dei miei problemi. Quando non avevo i soldi per comprarmi i componenti andavo nei bidoni della spazzatura a scovare nuovi pezzi per i miei esperimenti. 

Nei primi anni novanta ho iniziato fare qualche sport, il primo era d’obbligo: calcio. Dopo soli alcuni allenamenti, non capivo perché tutti urlavano e rincorrevano una palla, c’era qualcosa che non mi quadrava. Un giorno, per puro caso, mi trovai in una palestra di Boxe l’Accademia pugilistica di Verona; il pavimento era fatto con un parquet molto vecchio e rovinato, forse anni ’30. C’erano 2 allenatori di una certa età i quali in silenzio con aria seria ma passionale insegnavano a muoversi sulle gambe e in modo armonioso a schivare i colpi dello sparring man. Mi colpì irreparabilmente l’aria che respirai per quei pochi secondi e avvicinandomi alla porte in modo timido chiesi informazioni. Da li a poco iniziò uno dei più lunghi e duri percorsi fisici e interiori della mia vita, mi allenai per oltre 15 anni quasi ininterrottamente dal 1994, facendo anche agonismo. Il mio primo incontro fu con Fabio Tuiach (un personaggio stile Alì che successivamente diventò campione italiano e presente nella WBO), mi ruppe il naso al 2° round e quel colpo metaforicamente caratterizzò l’inizio di un mio percorso interiore alla ricerca della perfezione ‘spirituale e mentale’ dove imparai a capire cosa fosse il ‘sacrificio’ e il duro lavoro che si deve fare per ottenere qualsiasi tipo di risultato. Insomma imparai a rapportare gli insegnamenti del pugilato alla vita quotidiana. Una delle più grandi lezioni che abbia mai imparato da questo sport: rispettare gli altri e lottare per un fine mantenendo sempre la direzione e lo sguardo proiettato in avanti. Pochi sanno di questa mia avventura, e oggi quando qualcuno mi chiede informazioni a riguardo dico sempre che dietro lo sforzo fisico della boxe non c’è solo il gesto atletico, lo scontro o la volontà di atterrare l’avversario, ma piuttosto c’è la volontà nel capirlo e condividere con lui i sacrifici , perché solo l’avversario che ha il coraggio di affrontarti può diventare il tuo più fedele compagno di viaggio.

Roberto Fazio VS Fabio Tuiach Finale Campionati Regionali Veneto 1997

Roberto Fazio VS Fabio Tuiach Finale Campionati Regionali Veneto 1997

Nel 1997 finiti gli studi delle scuole superiori mi sono trovato in un momento difficile, dove da una parte la curiosità mi spingeva a continuare a studiare, in quanto mi interessava conoscere le potenzialità delle nuove tecnologie applicate, soprattutto nelle arti digitale; dall’altra avevo necessariamente bisogno di lavorare per motivi personali. Dopo molteplici esperienze lavorative e non essendo pienamente soddisfatto, parto per un anno per il servizio militare obbligatorio ( sono in un reparto operativo dei Bersaglieri molto duro che mette a dura prova il mio spirito, il fisico e la mente, ma tutto questo mi servirà e lo apprezzerò come esperienza di vita sociale successivamente ). Al mio ritorno, a fine 1998 trovo lavoro nel reparto tecnico di un’azienda di telecomunicazioni, la quale si occupava di sistemi integrati di telefonia. All’interno dell’azienda inizio come tecnico, passando cavi, montando schede di centrali telefoniche e iniziando a programmare strani software e linguaggi mai visti prima: mi proiettano nel favoloso mondo  del lavoro e qui scopro un ‘Mondo‘. Mi aspettavo che qualcuno mi ‘insegnasse a lavorare’ invece si presenta una scenario terrificante: nessuno mi guida e tutti si aspettano che io sappia fare tutto e nel migliore dei modi. Rimboccatomi le maniche per circa 4 anni mi sono formato nel settore delle telecomunicazioni imparando totalmente tutto da solo e facendo esperienza pratica sul campo. Alla fine presi in mano un reparto, imparai a gestire non solo lavori molto grossi ma a ‘comunicare’ e relazionarmi con clienti davvero importanti. Acquisite queste competenze nel 2004 a 26 anni decido di metter in piedi la mia prima impresa societaria insieme ad altri 2 soci. I primi due anni l’entusiasmo e la voglia di fare la fanno da padrona. Acquisiamo i primi grossi contratti con multinazionali e grossi clienti. Successi e fallimenti sono gli ingredienti di questa prima esperienza imprenditoriale. Dopo 2 anni il settore delle telecomunicazioni è in crisi e quindi decido di terminare l’avventura.

Destabilizzato da questo scenario che dapprima sembrava molto promettente decido che non voglio più dipendere da nessuno e cerco di focalizzarmi sulle mie passioni e di far emergere il mio lato più artistico. Questi interessi mi portarono ad avvicinarmi al mondo del graphic e web design poi declinato al video design, quindi decido di investire in questa direzione e inizio a lavorare in qualche agenzia di comunicazione e web facendomi esperienza sul campo. Una figura di riferimento di quel periodo è l’amico inseparabile Nicola Toffali ( Lino ), creativo eclettico a 360° e ricercatore del bello da ogni parte. La vicinanza con Lino mi porta ad interessarmi al mondo del video making e VJING. Quest’ultimo diventa l’hobby principale e con tenacia dopo diverse serate come vj ( sotto lo pseudonimo di VJMCFLY ) inizio a farmi conoscere partecipando ai festival di video arte nazionali e internazionali.

Nel 2006 parto per un anno con destinazione Francia, più precisamente metto pianta stabile a Parigi. Grazie all’aiuto e al supporto del mio caro amico Pasquale Capizzi ( Lillo ) inizio a cercare lavoro negli ambiti che fino a quel momento erano solo hobby ( grafica, web, code, video, arte tecnologia e design ). Incontro qui Florian Raffenne, ci intendiamo subito, diventiamo amici , fratelli e partner al lavoro. Feci molte serate come VJ nei locali di Parigi come Opus Cafè, studio287, L’ile enchantée, Vision-R Festival contrapposte ai primi eventi commerciali francesi tra i quali Fnac, Bmw, Salone de l’automobile. Iniziai le prime sperimentazioni di video mapping. e feci molte connessioni e contatti tra i quali AntiVJ in particolare con Joanie Lemercier, amico e fonte di ispirazione. Sembra tutto bello, la vita d’artista mi piace, l’unico problema era che i soldi non bastavano e quindi si ritorna in Italia. Ritorno a Verona con un grosso bagaglio artistico e tecnico. 

Carico dall’avventura parigina, coinvolgo immediatamente l’amico Michele Fasoli ( Fazo )  DJ e live performer di Verona per metter in piedi CROIX un progetto di sperimentazione audio-visuale. Portiamo Cubes in vari festival italiani e europei tra i quali LPM e Versch Festival ad Amsterdam. La mia attività artistica inzia a crescere e molti inviti interessanti iniziano ad arrivare. Un’altra importante collaborazione nasce con il sound designer e live performer Marco Giotto ( VonTesla ). Questa la nostra prima performance a/v live mapping del 2007. Quasi tutti i miei progetti artistici fino ad oggi sono musicati da lui.

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Allo stesso tempo scopro che la città di Verona mi stava stretta, non c’era l’attività culturale che cercavo e che desideravo quindi nel 2008 mi trasferisco a Bologna dove insieme ad altri soci fondo la mia seconda società Apparati Effimeri. L’era del 3D Projection Mapping e delle sperimentazioni visive in quel settore stavano iniziando. Per 2 anni fino al 2010 siamo uno dei primi collettivi italiani ad essere chiamati ad intervenire sulle architetture storiche italiane e internazionali sia per progetti artistici che commerciali tra i quali: Bacardi, Dunhill, Ferrari etc..rocca

Il 2010 è l’anno di un nuovo cambiamento. Decido di intraprendere un percorso artistico e professionale differente più focalizzato verso l’interaction design e la formazione in ambito di nuove tecnologie applicate all’arte. Dedico parte del mio tempo nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche creative da poter proporre sul mercato.

il 04 Ottobre 2010 nasce anche il mio primo figlio Gioele Ernesto Fazio.

Quello che ho fatto dal 2010 ad oggi lo potete vedere in parte su questo sito ma riassumendo ho cercato di sfruttare le mie capacità e le mie competenze acquisite e farle traghettare nel mondo più corporate che è quello che mi permette di sopravvivere. Inoltre uno degli aspetti che più mi interessa è strutturare dei percorsi formativi che stanno all’intersezione tra arte e tecnologia e dedicare una parte a progetti educativi per bambini e ragazzi sensibilizzandoli all’uso delle tecnologie e allo sviluppo software, questo credo sia una mission importante e ambiziosa. Un modello interessante è quello del mitico Ubi de Feo con il suo from0toC, infatti un’altro aspetto che mi interessa è quello di unire figure di professionisti, artisti, hacker, developer e creativi e strutturare dei laboratori educativi a lungo termine. Qualcosa simile ad una scuola, università, accademia? No. Nessuno di questi nomi mi piace devo ancora trovarne uno adeguato.

Nel frattempo il 16 Luglio 2014 nascono Dalia e Gilda Fazio.

Se sei arrivato a leggere fino a qua vuol dire che anche te vivi di passione e amore verso il tuo lavoro…

 …TO BE CONTINUED… I’M WRITING THE FULL BIO BOTH ENGLISH AND ITALIAN VERSION COMING SOON… 

 

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